Posizioni mei tai e ring sling

Le creazioni seggiolone in stoffa, portateglie cupcake, tovagliette mani e ring string comprese!!

lunedì 7 settembre 2015

La trama la tela e l'odissea...



Nel mondo del babywearing occidentale ho notato molte contraddizioni, giusto pochi anni fa se non si portava con una fascia a "trama diagonale" allora sicuramente la fascia non sarebbe stata comoda, avrebbe segato le spalle, non avrebbe avvolto bene il bambino, quindi si doveva optare per una fascia tessuta all'estero con la famosa "trama diagonale",  chi mi conosce sa che quando sentivo di questi discorsi, ho sempre parlato di vendere il ghiaccio agli eschimesi... perche'? Semplice, perche' la "trama diagonale", anche se pochi lo sanno perche' ora internet associa questo modo di dire alle fasce portabebe' e quindi alle produzioni estere, è sempre stata conosciuta in Italia e nel mondo come lavorazione a saia, un tipo di tessitura che da l'effetto del jeans (denim) ed il gabardine e cioe' osservando la stoffa, si notano delle strisce uguali di fili in diagonale sulla parte del dritto del tessuto, proprio come i blue jeans.
Ovviamente le fasce non sono tutte uguali, certo, altrimenti non ci sarebbe mercato infatti anche l'occhio vuole sua parte ed è per questo che per rendere le fasce piu' interessanti e piu' colorate con la lavorazione a saia si possono ottenere non solo tessuti in tinta unita ma anche tessuti che grazie all'intreccio dei filati danno origine a dei disegni che si ripetono lungo la fascia e da qui' tutti quei meravigliosi disegni di fate, elfi, alberi, cerbiatti e chi piu' ne ha piu' ne metta che si trovano sul mercato da piu' di cento anni si' perche' quella lavorazione è nota a tutti i maestri tappezzieri in stoffa e non solo agli addetti di babywearing! 
Non so se siete mai entrati in una bottega artigiana che tratta tessuti da arredamento, pensate ai tappezzieri in stoffa che hanno nei negozi quelle stupende pezze di tessuto con disegni di gigli, brocche o putti con le quali rivestono sedute, poltrone o mobili, ovviamente lo spessore è diverso perche' devono durare molto piu' a lungo e i filati sono piu' spessi ed ultimamente con una parte di filati sintetici sempre piu' predominante.
Visto che ormai sono nate sul mercato molte aziende che trattano il babywearing e nella fattispecie le fasce lunghe e corte con trama diagonale lavorazione jaquard, ora si punta molto sulla certificazione BIO ECO e chi piu' ne ha... che poi sulle certificazioni c'è da parlarne per ore... il cotone migliore è quello Egiziano, lo sa anche mia nonna, vi chiederete perche' credo, perche' da quello Egiziano che ha delle fibre molto lunghe si ricava il famoso Filo di Scozia, sicuramente ne avrete sentito parlare. Le certificazioni sulle fibre tessili all'estero, dove si produce il cotone, costano 1/10 di quello che costano in Italia e quindi si va all'estero, si produce il filato e poi si porta il filato a tessere...ma...siamo sicuri che su quei terreni non siano stati utilizzati pesticidi? Si' perche' oggi magari no, ma in passato lo si faceva anche perche' le uniche piante da filato che non hanno bisogno di pesticidi o trattamenti sono le piante infestanti (tipo canapa ed ortica) quindi di Bio quanto ne rimane?
Poi c'è il problema del colore, se è colorato un UE allora le leggi parlano chiaro e problemi non ce ne dovrebbero essere, poi esistono le certificazioni anche per quelli che ovviamente costano qualche migliaio di euro ma... allora tutti gli scandali sui vestiti firmati importati contaminati da metalli pesanti dovuti alle tinture? Ecco, non si puo' star sereni nemmeno su quelli.

Ma... c'è un ma... in tutta questa corsa all'ultimo colore e all'ultima certificazione, si puo' notare un'inversione di tendenza, anzi, quasi un ritorno alle origini.
L'inversione di tendenza si osserva attraverso la rinascita di piccoli artigiani che tessono a telaio le fasce con tessitura a tela, con prezzi ovviamente adeguati al lavoro che ci vuole per tessere a mano 3-4-5 metri di stoffa, alle poche aziende rimaste nel nostro territorio che si stanno adoperando per rifornire in loco il sempre piu' florido mercato del babywearing senza dover ordinare all'estero tessuti con una trama "ghiacciata" tanto per tornare al discorso degli eschimesi , si' perche' la tanto screditata tessitura a tela, che se ne dica è adatta anch'essa a portare i bambini, e per dimostrarvelo, vi propongo un test:
 prendete un fazzoletto, uno di quelli da tavola e provate a tirarlo in diagonale, vi sembra elastico? Poi prendete una tovaglia e tiratela sempre in diagonale, vi fa la stessa impressione? Ora prendete un tessuto jeans e provate a tirarlo in diagonale, cosa mi dite? 
L'elasticita' in sbieco è molto simile vero?
Tutte queste prove vi consiglio di farle per rendervi conto che i tessuti, a meno che non si tratti di tessuti particolari tipo damascati, jersey o pellicciotti, bene o male sono sempre elastici in diagonale. Proprio per questo si puo' utilizzare un tessuto con trama tela per portare i propri bambini, molte aziende famose di fasce hanno prodotto fasce lunghe con trama a tela e l'unico accorgimento nello scegliere una fascia per quanto mi riguarda è lo spessore della stoffa, il materiale in cui è fatta ed ultimo ma non meno importante da dove arriva, poi, il fatto che sia tessuta a tela o a saia è relativo perche' una buona tela in lino medio è molto fresca anche se pesante proprio per la fibra di cui è fatta, non so se avete in casa delle tovaglie della nonna in lino... ecco, passateci la mano sopra, la freschezza e la morbidezza della stoffa sono inconfondibili ed anche se tessuto a tela, il lino, sostiene come un tessuto in saia batavia (le stoffe delle fasce lunghe con i disegni), sicuramente questo tipo di stoffa sara' ideale per chi portando il proprio figlio, sente la necessita' di avere molto tessuto sulle spalle e vuole una buona ventilazione, per chi invece non sopporterebbe troppa stoffa spessa addosso ci sono tessuti piu' leggeri come quelli in popeline, la stoffa che si usa in camiceria, leggera ma resistente che si adatta alle linee del corpo, proprio come una camicia cucita su misura, poi ovvio, ci sono anche tessuti di medio spessore tipo i tessuti per tovagliati o quelli piu' pesanti per arredamento che si adattano anch'essi per essere utilizzati come fasce lunghe, facendo sempre attenzione ad andare incontro alle nostre sensazioni ed esigenze e non alle esigenze che vorrebbe imporci il mercato.
Con questo vorrei solo che molte mamme che sono intenzionate a portare e che magari si fermano davanti all'acquisto della fascia proprio perche' non sanno come orientarsi tra trama diagonale, doppia trama diagonale, tessitura a saia a twill o a tela, beh, si rendano conto si puo' portare con tutto, l'importante è farlo in sicurezza, non è la fascia che piu' costa e piu' si "autolega" ma è la consapevolezza e la volonta' di tener addosso il proprio figlio con un tessuto che si adatta a noi, del resto se si parla di babywearing a me viene in mente l'Africa, l'Africa e i suoi bimbi portati sul dorso delle madri con i kanga lunghi appena un metro e mezzo, con i pagne con la stoffa tinta a batik, tutta colorata, lontana anni luce dalle certificazioni bio, bella fresca sottile e traspirante che di diagonale forse ha visto solo i disegni e mi vengono in mente i mei tai orientali in cotone con trama a tela, cuciti ed impreziositi di perline ricamati dalle mamme ancor prima di concepire un figlio...

Simona Zilio

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